Sabato mattina, complici alcune commissioni in centro, ho tradito la mia solita routine.
Anziché la rassicurante sosta da Stratta – baluardo di eleganza dell’ex capitale sabauda – ho ceduto alla curiosità di provare un bar appena aperto.
Spinto da un certo languorino, ho ordinato un tramezzino al vitel tonné.
Al di là della qualità discutibile, un dettaglio mi ha colpito: il panino appariva ricco e “cicciotto” solo sul lato esposto in vetrina, nascondendo un retro smilzo e malinconico.

Perché questa necessità di apparire stracolmi solo dove cade l’occhio del cliente?
La risposta mi è arrivata poco dopo, osservando un albero di Natale: luci e decorazioni sfavillavano solo sul lato rivolto alla strada.
È solo apparenza? Inganno? O forse semplice fretta?
Probabilmente, sono solo le due facce della stessa medaglia, diverse interpretazioni del “vuoto per pieno”.
D’altronde, anche la mente umana funziona così: alterna momenti di fulgida creatività (il fronte dell’albero) a minuti di vuoto cosmico (il retro del tramezzino).
Non esiste una regola aurea.
Il mondo è fatto di dritti e rovesci, di significati e significanti.
Io intanto mi rifugio nella saggezza di Amanda Lear: “È inutile essere belle dentro se nessuno entra”.🤣
P.s. : e se nella foto non mi trovassi a Nizza ma in uno studio cinematografico?
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