Il talento fa paura.

Il talento non spaventa perché è arrogante ma perché mette in crisi.

Dove arriva smonta le abitudini.
Pone domande che nessuno osa fare.
Non si accontenta del “si è sempre fatto così”.
E costringe a guardare dove stai andando e chiederti se stai facendo abbastanza.

Il talento è uno specchio, infrangibile.

E spesso agli smargiassi non piace ciò che riflette.
Perché se c’è qualcuno che può fare meglio, più velocemente e con più visione… allora significa che é meglio di te.

Significa che il sistema può evolvere, ma ha scelto di restare fermo.

Il talento fa paura ai capi che necessitano di controllo.

Fa paura a chi confonde il ruolo con il valore.
Fa paura a chi vuole sottomissione, non condivisione.

Peggio di questo c’è solo chi sceglie i mediocri per riuscire ad emergere.
Chi dice no al futuro per proteggere un presente che scricchiola.

Eh no, il talento non è per tutti.

Serve coraggio per riconoscerlo.
Umiltà per accoglierlo.
Visione per farlo crescere.

Il talento non rovina i team, sgretola le zone di comfort.

E se una zona di comfort basta a farvi dire “no” a chi può fare la differenza… allora il problema non è il talento.

È la vostra ingordigia e mancanza di senso etico.

Amsterdam, luglio 2025

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Pubblicato da Maurizio Bramezza

Blogger, anchor man, moderator, yoga teacher and Happiness Coach

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