Dallo Yoga al Management.

In questi due giorni di pratica con Roberto Bocchi — una delle pietre miliari dell’Ashtanga in Italia — una sua frase mi è rimasta impressa: «Io come Maestro non correggo molto, fornisco indicazioni.Il grosso del lavoro deve farlo l’allievo.Lo yoga è disciplina, impegno, costanza». Riflettendoci, il parallelismo con il mondo del management è immediato eContinua a leggere “Dallo Yoga al Management.”

«Tu la fai troppo facile.»

Me lo ha detto la mia amica @mialuis_official durante un’intervista, per poi aggiungere: «Sono certa che dietro il tuo percorso umano e professionale ci siano determinazione, costanza, rinunce e persino lacrime.» Ci ho pensato a lungo. La verità è che serve tutto questo, ma serve anche una buona dose di fortuna. È come agli esami:Continua a leggere “«Tu la fai troppo facile.»”

Il copione

Sono salito con un copione e ad un certo punto l’ho abbandonato, avevo bisogno essere il vero me.Ed il pubblico lo ha percepito. C’era anche Davide seduto tra la folla, l’avrei riconosciuto tra mille. Mi ha appositamente raggiunto: non mi aveva mai visto condurre. Sentivo una grande responsabilità: ero lì per valorizzare i 45 anniContinua a leggere “Il copione”

Il talento fa paura.

Il talento spaventa chi teme il cambiamento, poiché mette a nudo la mediocrità e scardina il controllo di chi protegge il proprio status quo. Valorizzarlo richiede il coraggio e l’umiltà di abbandonare la propria zona di comfort a favore dell’evoluzione. In sintesi, il problema non è il talento, ma l’incapacità etica di chi sceglie di non accoglierlo.

Quant’altro, cioè, ehm, e le slide con mille parole.

Assistere a presentazioni noiose è una sfida, sia per la nostra ridotta soglia d’attenzione dovuta ai social, sia per la scarsa abilità dei relatori nel parlare in pubblico. Spesso questi usano intercalari come “quant’altro”, “cioè” ed “ehm”, leggono le slide e storpiano l’inglese, risultando inconcludenti ed imbarazzanti.

Tutti vecchietti davanti al cantiere.

ovvero come siamo passati da essere navigatori, eroi e poeti a criticoni, tuttologi e superficiali. Immagino tutti voi abbiate visto i vecchietti che si piazzano di fronte ad una fossa mentre due malcapitati stanno imprecando e lavorando alacremente per evitare l’allagamento di un palazzo; loro, con le mani dietro la schiena, ritengono di avere laContinua a leggere “Tutti vecchietti davanti al cantiere.”

L’arte della ripetizione

Provate a riflettere su questo aspetto: trascorriamo la nostra vita a ripetere dei gesti: ci alziamo tutti i giorni dal letto, ci vestiamo, usciamo, normalmente non cambiamo strada andando al lavoro, ci accomodiamo nella stessa sedia che abbiamo occupato l’ultima volta per la riunione con i colleghi, quando torniamo a casa incontriamo sempre lo stessoContinua a leggere “L’arte della ripetizione”

Chiamate video? Si, grazie!

Una volta c’erano le convention, le riunioni, i podi e gli altari virtuali da cui i manager egoriferiti amavano sproloquiare per ore. Ho avuto la grande fortuna di lavorare negli eventi e per cinque anni ho assistito a presentazioni soporifere, al limite dell’allucinante, senza capo né coda, esibizioni che servivano semplicemente al relatore o perContinua a leggere “Chiamate video? Si, grazie!”

Il tempo è mio.

A quarant’anni persi la mia migliore amica, provai una sofferenza atroce ma Lauretta dopo l’amore dei suoi figli mi fece un altro immenso regalo: una diversa cognizione del tempo. Fino ad allora avevo esperito lutti ma tutti parte del flusso della vita: nonni, zie, prozie eccetera. La separazione da una persona che ha la tuaContinua a leggere “Il tempo è mio.”