Delle assemblee di condominio

O di come risparmiare tempo e ottenere bellezza.

Prima di possedere la meravigliosa Skygarden427 vivevo a Piossasco, in una mansarda sopra i miei genitori dentro una piccola e deliziosa palazzina con otto appartamenti. Poche famiglie, che risiedono in quella casa da decenni e che sono ormai anestetizzate un po’ dall’età e un po’ da un generico senso di pace, dato che ormai da tempo hanno deposto l’ascia di guerra condominiale.

Il mio giardino per lo yoga 🧘

Quando mi spostai a Torino scoprii un mondo, un universo complesso ed articolato fatto di uomini e donne ancora appartenenti all’era del Pleistocene.

Devo dirvela tutta: Skygarden427 sarà pure figa perchè ha un terrazzo pensile, è al decimo piano fuori terra e nessuno ci vede, ma i nove piani sottostanti raccolgono un substrato di umanità che Freud ci avrebbe campato per altri cent’anni. Sia ben chiaro, non voglio dire che i miei vicini siano peggio dei vostri, forse ognuno di noi ha i vicini di casa (e di viaggio in treno) che si merita, ma vi sfido a venire ad una delle riunioni di condominio a Miraflowers. Già, avete letto bene, MIRAFLOWERS: nome che ho inglesizzato per dare un tono a Mirafiori, il quartiere che per anni ha ospitato i dipendenti statali della F(i)CA (oddio quanto sono scurrile) e che ha generato una serie di zamarri che ve li raccomando.

Veniamo al dunque: è il Novembre 2015, devo partecipare alla prima assemblea di condominio.

Vado peraltro con un unico obiettivo: farmi dare l’ok all’installazione di una pergola sul terrazzo. Il mio tema è all’ordine del giorno, ma al quinto punto. L’ assemblea inizia alle 20:30, e alle 22:00 stanno ancora litigando sul primo punto: il budget di spese per l’anno successivo, più alto di un (credo) tre percento rispetto al consuntivo; fanno molta fatica a capire che è addirittura “meno dell’inflatulenza” come fa notare un condomino laureatosi suppongo a Ros Angeles, provincia sud di Milano.

L’amministatore, a cui è chiaro il mio rapporto con il tempo, ad un certo punto mi guarda e domanda: ” e lei Bramezza cosa ha da dire a proposito?” 

Mia la scena, mia la parola: carpe diem.

Mi alzo lentamente, mi guardo attorno con un mesto sorriso sulle labbra (mi ero seduto in prima fila per avere una posizione adeguata a tenere un discorso), rimango in silenzio per una decina di secondi ed inizio la mia arringa: “Buonasera a tutti signore e signori. Vi ho ascoltati molto attentamente fino ad ora; con grande attenzione – sebbene abbia fatto un po’ fatica ad intercettare ogni parola perchè le vostre voci si sono confuse tra le urla di tutti” – Silenzio – Poi proseguo: ” ho fatto un calcolo veloce e se non sbaglio l’età media di lorsignori è circa 65 anni; ora, sapendo che l’aspettativa media di vita in Italia è 83 anni, avete quasi un piede nella fossa e se va bene tra 15 anni sarete trasferiti in un ospizio dai vostri amati figli, dunque che ne dite di impiegare meglio il vostro tempo? “

Secondo voi ho sbagliato l’interpretazione dell’ars oratoria? Beh forse non era proprio da manuale ma ottenni comunque l’effetto che desideravo. Catone può essere fiero di me 😎

Torniamo nella sala: Silenzio. Il nulla. Visi stupiti ed occhi dentro cui scorgo dei  criceti che si affannano a far girare le rotelline.

Ad un certo punto un signore -credo del quinto piano- grida: “Miiiiii! ha raggione!” Segue un pò di cicaleccio delle donne (che se la casa non fosse in Corso Unione Sovietica starebbero fuori dall’uscio a fare la maglia), e all’unanimità vengo nominato “Presidende” dell’assemblea. Capite? Insignito del titolo di Conte dell’Assemblea di Miraflower, ma sia chiaro non perchè avessi detto una cosa utile ma perchè io “parlo bene”.

Capite? La parola fa il Conte, o meglio l’abito fa la parola, o ancora la parola del conte, ma cosa sto scrivendo? In poche parole con il mio discorso ottenni ciò che volevo, cioè la pergola sul terrazzo.

Il nostro paradiso al decimo piano

La bellezza in tutto questo? Scherzi a parte, quella che dice la mia amica Anna: in una casa che era non proprio una residenza signorile in una zona non proprio bobò (come direbbero i francesi), io ci ho visto il bello ed ora abbiamo un giardino pensile che quelli di Babilonia ci fanno una pippa.

P.s.1: se volete sapere delle assemblee successive rimanete sintonizzati, ho altri studi antropologici da condividere.

P.s.2 se invece siete interessati a veder il mio terrazzo lo trovate a questo link (Il suo account Instagram )

P.s.3 la bellezza vera è che nei nove piani sottostanti ci sono anche persone meravigliose: Silvia la nostra vicina che è un vero amore, sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte; e poi Stefania, un’altra donna dolcissima che ho incontrato per la prima volta insieme a suo figlio e mi ha colpito per lo sguardo colmo di amore col quale abbracciava la sua creatura. E questa sí, è un’immensa bellezza.

Pubblicato da Maurizio Bramezza

Blogger & Happiness Coach

3 pensieri riguardo “Delle assemblee di condominio

  1. Ho scelto Vanchiglietta per amore del verde e perché mi ricorda, come disposizione stradale e geofisica Pinerolo dove son cresciuta. Arrivai qui nel 2015, novembre e mi son ambientata subito. Sto in uno stabile con 4 scale, con una sola amministrazione ed è difficile mettere tutti d’accordo. Ho avuto anch’io da ridire con un “signore” proprietario di un box sotto il mio balcone sito al primo piano, che ha la passione di smanettare sulle Vespe d’epoca e per provarle, sgasava sotto le mie finestre riempiendomi la casa di fumo. Non avendo supporto di nessuno un giorno ho fatto azione di sabotaggio, lui ha percepito è adesso, comunque non ci salutiamo ma, se cucino il ragù ne sento il profumo 😁 gli altri condomini della mia scala? Gente innocua, a volte inesistente e anche gli appartamenti affittati ad universitari son sempre stati abitati da ragazze/i tranquilli. La signora sotto di 80 anni veneta, mi ha insegnato a cucinare veneto, il signore sopra con la moglie passano l’inverno a Diano e si convive. Comunque fossero stati i miei condomini non avrei mai rinunciato a questo bilocale perché è come l’ho sempre sognato come disposizione, nella mia città è nel quartiere che più adoro di essa. Al mattino esco di casa e vedo la Mole a sx e Superga a dx, vado a piedi nel verde fin in piazza Castello da una parte e Gassino dall’altra, un sogno. Non ci son i condomini perfetti, però ognuno ha la sua bellezza come le tre ragazze universitarie che suonano coi biscottini fatti in casa, ottimi, per un aiuto con l’inglese e la richiesta di ripetizioni, per queste però i biscottini non bastano più 😁, e il signore di sopra che mi tiene anche la mia contabilità condominiale perché dice che son un disastro coi conti. C’è poi signora al 5° di 90 anni che tutte le volte mi chiama dottoressa, e valle a spiegare che non lo sono, sorda come poche e sindacalista dura e pura che andar da lei per la tisana delle 17 è una lezione gratuita di storia contemporanea. Anche qui non è il condominio di liberi professionisti e dottori con portiere ma alla fine, sarà per i conti, per la cucina veneta e i biscottini, sarà che amo la storia, non sto poi così male e poi la perfezione non esiste ed è bellezza anche questo.

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