In questi due giorni di pratica con Roberto Bocchi — una delle pietre miliari dell’Ashtanga in Italia — una sua frase mi è rimasta impressa:
«Io come Maestro non correggo molto, fornisco indicazioni.
Il grosso del lavoro deve farlo l’allievo.
Lo yoga è disciplina, impegno, costanza».

Riflettendoci, il parallelismo con il mondo del management è immediato e potente.
Quante volte ho cercato nel mio manager la risposta pronta a un dubbio, dimenticando che la soluzione passa attraverso un processo personale, a volte tortuoso, ma che spetta a me completare?

E dall’altra parte della scrivania, la sfida più grande da leader non è correggere l’errore immediato, ma costruire le condizioni affinché non si ripeta.
Guidare senza sostituirsi, dare direzione senza togliere autonomia.
In sintesi: disciplina nel quotidiano e visione a lungo termine.

Nove anni fa non riuscivo a toccarmi i piedi.
Oggi mi fletto con naturalezza.
Allena il corpo con costanza e la mente (o il metodo) seguirà.
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