Sono salito con un copione e ad un certo punto l’ho abbandonato, avevo bisogno essere il vero me.
Ed il pubblico lo ha percepito.

C’era anche Davide seduto tra la folla, l’avrei riconosciuto tra mille. Mi ha appositamente raggiunto: non mi aveva mai visto condurre.

Sentivo una grande responsabilità: ero lì per valorizzare i 45 anni di un’azienda unica ed una famiglia inarrestabile.
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Quando sono salito sentivo caldo, soffrivo la stanchezza ed ero provato dall’arsura pugliese. Quando sono sceso ero raggiante perché avevo ammirato persone sorridere, piangere e riflettere.

Nello scrigno ho riposto sentimenti bellissimi, qualche lacrima e tanti sorrisi.
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Un manager alla mia età deve aver imparato a condividere generosamente i propri sbagli, abbandonare l’Io a favore del Se, avere il coraggio di dire le cose come stanno.
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All’inizio c’è la carriera successivamente il piacere di condividere esperienze e valorizzare talenti.
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Amo la vita così come amo il mio lavoro.
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È una grande fortuna.
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Ma che bello!!!
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