Per la prima volta, quest’anno, abbiamo scoperto le coste venete.
E sono diverse.
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Dalle spiagge liguri, certamente.
Ma forse anche da un certo modo di vivere il mare.

Spiagge ampie, ordinate, accessibili.
Pedalò allineati sul bagnasciuga.
Famiglie numerose, bambini, nonni e zie.
E stranieri d’oltralpe che camminano piano, lasciando che la sabbia fine affondi sotto i piedi.
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Caorle ha qualcosa di profondamente italiano.
Lo trovi nei nomi degli hotel, nelle piccole abitudini, nei gesti ripetuti ogni estate.
Nella semplicità delle cose che, proprio perché semplici, finiscono per diventare memoria.
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La spiaggia un po’ stropicciata alla fine della giornata, i castelli di sabbia costruiti e abbandonati, la piccola chiesetta.
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Sono diventati il nostro angolo della domenica.
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E mentre guardo tutto questo penso che forse la bellezza non abbia bisogno di stupire.
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A volte è sufficiente fermarsi.
Guardare.
E lasciarsi attraversare.

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