Sempre Murakami mi ha insegnato ad osservare con cura senza esprimere giudizi affrettati.Una banalità oppure una lamata psicanalitica, a voi la scelta..Provo dunque a farlo osservando le onde piegarsi verso il mare: ci avete mai pensato? Le onde giungono a riva dopo essersi sottomesse a Nettuno.Splash, wosh, splash. .In realtà ciò che volevo esprimere eraContinua a leggere “I pensieri che tintinnano.”
Archivi dell'autore:Maurizio Bramezza
Frammenti di vita.
Questa sarà la vacanza degli scrittori nipponici. Non avevo mai pensato di potermi appassionare tanto, invece sta accadendo, Murakami è un balsamo per l’anima. In un suo saggio afferma una cosa su cui mi sono fermato a riflettere: per scrivere bisogna prima leggere – parecchio – ed incamerare nella memoria quante più esperienze possibili.Devono rimanereContinua a leggere “Frammenti di vita.”
I vetri del mare.
Raccolgo i vetri del mare e plasmo una rosa.Dispongo i vetri del mare e creo una fila.Ascolto i vetri del mare ed intreccio una storia.Riunisco i vetri del mare e ne scrivo una prece. Li adagio dolcemente e mi domando donde provengano.Li osservo con dovizia ed ammiro ogni curva.Li immergo con amore fra le ondeContinua a leggere “I vetri del mare.”
La marmellata di rose.
Questa notte ho dormito undici ore, un sonno piacevole, ristoratore.A tratti ho anche sognato, in uno dei quadri notturni indossavo un esoscheletro che mi permetteva di volare..È anche piovuto, credo almeno due volte.Pare vi sia una regolarità di lacrime del cielo: durante le tenebre almeno due volte, quando albeggia, ancora una spolverata nel pomeriggio perContinua a leggere “La marmellata di rose.”
Come Quando Fuori Piove.
Era il gioco di parole che utilizzavo per imparare lasequenza di semi al gioco delle carte: cuori, quadri, fiori, picche e mi divertiva ripeterlo.Ed immediatamente pensavo: si parte dal seme più aulico ovvero l’amore, si aggiungono denari e fiori per vivere meglio e si finisce con i problemi cioè le picche.. Oggi il cielo èContinua a leggere “Come Quando Fuori Piove.”
La Grande Anse
In ogni isola creola che si rispetti ne esiste una, e normalmente rispecchia il nome, nomen omen appunto..Rispetto al porto, quella di La Digue è relativamente distante se la si raggiunge in bicicletta e moderatamente lontana se si decide di arrivarvi a piedi. La strada parte dal paesino, un percorso inciso nella terra e brutalmenteContinua a leggere “La Grande Anse”
Se viaggi, abbandoni.
Nel preciso istante in cui il volo decolla capisci di aver lasciato qualcosa di tuo in quella città..Ammiri i tuoi pezzi rimasti a terra diventare flebili luci, fiumi e prati distanti, sentieri tracciati a matita su carte pregiate..Ora possiedi qualcosa di profondamente nuovo perché (dopo un viaggio) acquisisci sapere e abbandoni lacune..Qualcosa di straordinariamente unico:Continua a leggere “Se viaggi, abbandoni.”
Le relazioni gaussiane.
L’autore propone la “gaussiana delle relazioni instabili” come un modello per comportamenti ricorrenti in diversi aspetti della vita.
Vengono citati esempi come l’andamento di una relazione amorosa (dall’innamoramento alla rottura) o l’impegno in attività come la palestra (dall’entusiasmo iniziale all’abbandono).
Questi schemi seguono una progressione che culmina e poi decresce, proprio come la curva di Gauss.
L’autore ha notato questo fenomeno anche nell’interazione sui social media, dove l’entusiasmo iniziale per i suoi contenuti svanisce nel tempo. Questo non è visto come una critica, ma come un’osservazione utile per teorizzare questa “gaussiana delle relazioni instabili”, che evidenzia la nostra umana tendenza a stabilire legami e connessioni per poi perdere interesse.
La soluzione proposta per affrontare questa instabilità risiede nella consapevolezza di questa teoria e nella molteplicità delle esperienze. Accettare la nostra natura vulnerabile e cercare nuove relazioni e opportunità efficaci può aiutare a superare la mancanza delle precedenti e a coinvolgere nuovamente la nostra anima, permettendoci di “sopravvivere” all’instabilità.
𝓐 𝓶𝓲𝓵𝓪𝓷𝓸 𝓪𝓷𝓬𝓱𝓮 𝓵’𝓲𝓷𝓼𝓪𝓵𝓪𝓽𝓪 è 𝓻𝓲𝓯𝓪𝓽𝓽𝓪.
Frequento la città da anni, ci ho anche vissuto ed all’inizio era pure bello, salvo rendermi successivamente conto che l’adrenalina non proveniva dall’urbe bensì dal cambiamento che stavo vivendo..Una delle ultime volte che Davide ed io siamo passati di qui, scendendo le scale della “gialla” per andare in centro abbiamo pensato in contemporanea: “non haContinua a leggere “𝓐 𝓶𝓲𝓵𝓪𝓷𝓸 𝓪𝓷𝓬𝓱𝓮 𝓵’𝓲𝓷𝓼𝓪𝓵𝓪𝓽𝓪 è 𝓻𝓲𝓯𝓪𝓽𝓽𝓪.”
Quant’altro, cioè, ehm, e le slide con mille parole.
Assistere a presentazioni noiose è una sfida, sia per la nostra ridotta soglia d’attenzione dovuta ai social, sia per la scarsa abilità dei relatori nel parlare in pubblico. Spesso questi usano intercalari come “quant’altro”, “cioè” ed “ehm”, leggono le slide e storpiano l’inglese, risultando inconcludenti ed imbarazzanti.