Nonno Carlo mi portava in villeggiatura in Liguria, affittava un appartamento – sempre lo stesso – affinché potessi respirare aria pura.
.
Con lui, il mio nonno preferito, facevamo lunghe camminate ad Oneglia, Diano Marina e Diano castello.

Partivamo da Torino percorrendo il col di Nava, e quando arrivavo in punta capivo che mancava poco a scorgere il mare, altre volte invece passavamo dall’autostrada cosicché quando vedevo le ciminiere bianche e rosse di Savona, capivo che il viaggio era quasi terminato.
.
Domandavo spesso “nonno quando arriviamo?“ e lui con amore mi forniva sempre la stessa risposta: “Suma quasi rivà”
.

Nonno Carlo mi ha insegnato a passeggiare, ad apprezzare le sue spiegazioni in piemontese mentre mi raccontava come si raccogliessero le olive, come si facessero seccare i funghi o ancora quanto fosse bello alzare le braccia e lasciarsi accarezzare dalla brezza marina.
.
Negli anni settanta tutti i torinesi andavano in Liguria, io un po’ di più perché il nonno aveva affittato la casa anche per l’inverno, per svernare.
Ogni tanto partivamo lui ed io e scendevamo al mare, in modo semplice senza tanti fronzoli proprio come i liguri.

La Liguria di ponente è una terra straordinaria: ricca di materie prime eccellenti, determinazione, sguardi duri, parole sincere e cibo vero, forse un po’ mi assomiglia.
.
Ogni volta che vengo qui, torno bambino.
Davide mi ha detto che gli ho fatto scoprire una Liguria diversa, che non gli apparteneva.
.
Quando attraverso il confine, dimentico tutti i pensieri, i problemi e vivo il momento, con apertura, curiosità e voglia di incontrare.
.
Bordighera in particolare è fluida perché è il mix perfetto di decadenza, abitazioni eleganti, austerità e calore.
.
E anche questo weekend non mi ha deluso: abbiamo conosciuto persone del luogo, perché non è vero che i liguri non vogliono i turisti; al contrario: accettano chi usa gentilezza, educazione e cerca la bellezza.

Scopri di più da QBQM
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.