La ricetta del sorriso.

Durante la ricerca dei gorilla insieme ad un gruppo di tedeschi, due donne mi hanno domandato: “tu sorridi sempre, come mai?”
La mia risposta: “Amo la vita, ecco perché sorrido”
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La scorsa settimana lasciando l’azienda dove lavoravo ho ricevuto messaggi meravigliosi dalle persone che ho salutato e Davide, dopo averli letti, ha fatto questa considerazione: “Non è così comune che le persone impieghino parte del loro tempo per scrivere. Se lo fanno é perché hai davvero lasciato un segno.
Devi essere orgoglioso di te”.
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Oggi ho sorriso a questi bambini, mi sono venuti incontro ed abbiamo scattato la foto.
Ho fatto un buffetto sulla guancia, chiesto loro se andavano a scuola, ascoltando le loro risposte ho sorriso ancora e poi ci siamo salutati.
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Non penso che un sorriso sia sufficiente per fare breccia nelle persone. Vi sono alcuni che sorridono spesso ma il loro é finto e tristemente arido.

Io penso sia estremamente importante ascoltare gli altri, con intensità ed interesse, dimostrare generosità senza secondi fini, ed infine trasmettere positività in modo schietto.
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Qualche invidioso potrebbe pensare: “certo tu fingi” oppure “hai la vita facile”, tu “guadagni tanto” … che lo pensino pure, il problema è loro che si rovinano la vita.

Io non ho tempo per essere invidioso, ho cose più belle su cui concentrarmi.

Ecco secondo me la ricetta del sorriso.

Dipingo natura a parole.

Dal terrazzo del lodge la vista si apre sulla foresta impenetrabile, dove mille sfumature di verde paion dirti: “perché non m’ami?”.

Il primo colore sono voci di bambini che giocano in fondo alla valle, sfumato da suoni di sottofondo.

Anzi no: adorabili melodie di cicale, uccelli, galli, e ancora note sorde di gocce che cadono da foglie turgide mentre il tagliente canto del freddo di montagna sovrasta ogni cosa.
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Mentre scelgo i colori dalla tavolozza per disegnare una teoria di uomini che torna al villaggio – da dove non so – un passerotto si posa su un esile ramo, esattamente davanti a me.
Pare mi osservi e nel frattempo fa ciondolare il fiore rosa cipria che audace arricchisce la sommità della pianta.
Ora vola!, dischiude le ali, sceglie un altro ramo e poco sopra spunta un tenero scoiattolo.
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Sulla sinistra arbusti ed alberi di ogni tipo.

Alberi verde intenso a fronde piatte, paiono eleganti vassoi dove adagiare lo sguardo pregno di immagini, lacrime e pensieri.
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Ancora lo scoiattolo! Percorre il ramo instancabile, per cercare chissà cosa.
Veloce, senza una meta apparente.
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La pennellata successiva crea nebbia che inebria gli alberi.
É piovuto dunque l’acqua si sta trasformando in umidità.

A variare colore, il sottofondo di un muggito, profondo ed acuto allo stesso tempo.
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Frutti, fiori amaranto, rosa antico, di ogni forma e fattezza, giallo,violetto, oblunghi, rotondi, magenta, indaco e molti altri, tanti quanti la creatività del paradiso ne possa creare.
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Un momento che pare una vita, un secondo lungo quanto un millennio perché in Africa tutto prende spazio con lentezza e tranquillità.
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Sto dipingendo natura, sto raccontando un meraviglioso quadro, sto aprendo il mio cuore a tanta immensa bellezza.
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E non ne sono degno.

Donne.

Quando vi diranno che le Donne fanno cose straordinarie, credeteci.


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Vi spiegheranno anche che sono profonde, empatiche, rispettose, sorridenti, solidali, comprensive.
Vi scongiuro, non mettetelo in discussione.
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E se aggiungeranno che ci sono troppe poche donne nei ruoli apicali del mondo, vi prego lavorate affinché questo cambi.
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Quanta bellezza in queste Donne.
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La foresta impenetrabile.

Era da parecchio tempo che volevo tornare in questo continente, quell’Africa che non ti togli di dosso, che ammireresti per ore, che assaporeresti per giorni, che respireresti per anni.
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Ogni arbusto, ogni foglia, ogni zolla di terra racconta verità ed urla vendetta.
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Tutto questo verde è quasi accecante: così vivido da intimorire, così turgido da emozionare, così possente da rasserenare.
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Ed incantato, mi basto così.

Quanta bellezza in questo mondo 🙏❤️🌍
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Il talento fa paura.

Il talento non spaventa perché è arrogante ma perché mette in crisi.

Dove arriva smonta le abitudini.
Pone domande che nessuno osa fare.
Non si accontenta del “si è sempre fatto così”.
E costringe a guardare dove stai andando e chiederti se stai facendo abbastanza.

Il talento è uno specchio, infrangibile.

E spesso agli smargiassi non piace ciò che riflette.
Perché se c’è qualcuno che può fare meglio, più velocemente e con più visione… allora significa che é meglio di te.

Significa che il sistema può evolvere, ma ha scelto di restare fermo.

Il talento fa paura ai capi che necessitano di controllo.

Fa paura a chi confonde il ruolo con il valore.
Fa paura a chi vuole sottomissione, non condivisione.

Peggio di questo c’è solo chi sceglie i mediocri per riuscire ad emergere.
Chi dice no al futuro per proteggere un presente che scricchiola.

Eh no, il talento non è per tutti.

Serve coraggio per riconoscerlo.
Umiltà per accoglierlo.
Visione per farlo crescere.

Il talento non rovina i team, sgretola le zone di comfort.

E se una zona di comfort basta a farvi dire “no” a chi può fare la differenza… allora il problema non è il talento.

È la vostra ingordigia e mancanza di senso etico.

Amsterdam, luglio 2025

L’inganno del tramezzino (e altre storie di vita) .

Sabato mattina, complici alcune commissioni in centro, ho tradito la mia solita routine.

Anziché la rassicurante sosta da Stratta – baluardo di eleganza dell’ex capitale sabauda – ho ceduto alla curiosità di provare un bar appena aperto.

Spinto da un certo languorino, ho ordinato un tramezzino al vitel tonné.
Al di là della qualità discutibile, un dettaglio mi ha colpito: il panino appariva ricco e “cicciotto” solo sul lato esposto in vetrina, nascondendo un retro smilzo e malinconico.

Perché questa necessità di apparire stracolmi solo dove cade l’occhio del cliente?

La risposta mi è arrivata poco dopo, osservando un albero di Natale: luci e decorazioni sfavillavano solo sul lato rivolto alla strada.

È solo apparenza? Inganno? O forse semplice fretta?
Probabilmente, sono solo le due facce della stessa medaglia, diverse interpretazioni del “vuoto per pieno”.

D’altronde, anche la mente umana funziona così: alterna momenti di fulgida creatività (il fronte dell’albero) a minuti di vuoto cosmico (il retro del tramezzino).

Non esiste una regola aurea.
Il mondo è fatto di dritti e rovesci, di significati e significanti.

Io intanto mi rifugio nella saggezza di Amanda Lear: “È inutile essere belle dentro se nessuno entra”.🤣

P.s. : e se nella foto non mi trovassi a Nizza ma in uno studio cinematografico?

Cambiare.

Nel corso di un viaggio in solitaria, dentro un secrétaire trovai una lettera scritta dall’Anima, inquilina di un corpo sensibile.
Recitava così:

“Se ripenso al cul de sac in cui ti trovavi un anno fa ancora non me ne capacito.

Eri arrivatə a fine di quel torrido mese, in un luogo di sofferenza e dramma.
Arduo risalirne la china.

Oggi hai superato quel dolore, lo hai sopito e nientemeno ringrazi sia giunto.

Ti daranno del mattə ma, grazie a quella sofferenza puoi affermare di essere più bellə, sorridente ed equilibratə.

Hai riposizionato persone che non meritavano il tuo sguardo, interesse, rispetto.
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Essi si crogiolano tra la melma laggiù, negli inferi.

Hai preso distanza, doverosa distanza, da alcune dinamiche esterne, feroci e violente.

Hai minimizzato il comportamento arrogante, sciatto, ipocrita, invidioso e falso di una persona.

Ti sei lasciatə cullare da coloro che ti amano, stimano e ti scelgono ogni giorno.
Hai studiato, letto e riflettuto, parecchio.

Non hai vinto perché non si tratta di vincita: non cambierai chi è vuoto, villano e teme l’intelligenza.
Anche se ti ha visto agire, parlare, pensare non può capire e nemmeno imitarti.
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È una fiera.
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Hai combattuto lucidamente la tua guerra contro l’immoralità, la prepotenza ed hai sempre sorriso, perché tu sei Altro.

Il trionfo è aver raggiunto la consapevolezza che le persone meschine, grossolane, misere e spregevoli non potranno mai metterti in un angolo.

Non è una vittoria ma una constatazione che hai appreso seguendo il tuo respiro, i tuoi pensieri, il tuo corpo.

Oggi tu sei qui, un passo avanti, cresciutə e serenə e questo è ciò che conta.
Vale solo questo, ricorda.
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Ti amo e ti rispetto”

Lascio queste parole a voi con la speranza che almeno un seme germogli.

Buongiorno 🙏❤️

Buongiorno a chi rispetta e si ama.
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Buongiorno alle persone stimolanti, che si mettono alla prova ed hanno esperienze da raccontare.
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A chi ha scelto di crescere, cambiare, imparare, studiare e conoscere.
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A chi ha deciso che il proprio tempo è il tesoro più prezioso.
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A chi ascolta, riflette ed incoraggia il cambiamento.
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A chi va controcorrente incarnando creanza ed educazione.
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A chi fa della delicatezza la propria arma.
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A chi non ha paura di contrapporsi alla mediocrità, sciatteria ed arroganza.
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A chi è vittima di invidia e la combatte.
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A chi non teme amici, collaboratori o colleghi più capaci ed intelligenti.
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A chi ritiene che l’invidia sia povertà.
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A chi pensa che l’ipocrisia sia debolezza.
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A chi fa della coerenza un’arma per migliorare il mondo.
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A chi si alza ogni giorno e sorride, portando un po’ di bellezza nel mondo.
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Quanta bellezza in questo mondo 🙏❤️🌏

Al Silena – the Soulful hotel – è facile svegliarsi e sorridere 😊

Appeso ai pensieri.


Grande Soeur, Petite Soeur, Felicite e Marianne, i nomi delle quattro isole, ci troviamo sul lato est di La Digue.
Il mare si è ritirato, bassa marea.
Dalle 9:39 di stamane pare si vergogni, ogni minuto indietreggia
Ci sarà un limite?
Due ordini di onde, le prime si infrangono sulla barriera corallina, le seconde più deboli e meno bianche arrivano alla battigia.
C’è un po’ di rosa, la spiaggia è ancora lucente sebbene il sole faccia capolino dietro le nubi bianche trasportate dagli alisei.
Un granchio, piccolo e tenero sta scavando una buca per proteggersi e ripararsi.
Pioverà?
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Sulla sinistra una palma, lenta, costante si lascia cullare le fronde dagli alisei, senza lamentarsi. Una piacevole brezza.

Davide è sdraiato per godere degli ultimi timidi raggi di sole.
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A destra le rocce granitiche belle, immense, rosse, rosa, marrone con alcuni dettagli bianchi.

Odo solo il rumore delle onde, quasi una preghiera; dietro di me la strada e poi la foresta.
Le bici sono la, ci aspettano.
È ora di tornare.

Grazie per avermi ispirato questo insieme di pensieri, lo leggerò quando mi mancherai.

Unica La Digue ❤️

La Digue, l’isola dalle due anime.

La scelta del cocco spezzato in due parti affiancate come simbolo di quest’isola è pertinente.

Due mondi differenti, caratterizzati da anime uniche separanti, ed allo stesso tempo compenetranti, uniti, voracemente amanti.
L’uno dell’altro.

Un piccolo laghetto alle spalle di Grande Anse

Porzioni apparentemente dissimili, contrapposte, divisive invero uniche, compensazioni perfette l’una dell’altra.
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La natura incontaminata e vitale le unisce.

Il mare: le tenere onde bianche, soavi e soffici che penetrano in un mare mosso, roboante, importante, prima trasparente, bianco, poi grigio, azzurro, indaco, blu ed infine verde.

La sabbia che pare borotalco, piacevole al tatto ed alla vista, costellata di coralli crudi, pietre dure e foglie arse dal sole e vento.

Ragni e pipistrelli, che paiono esseri pericolosi, cantano in coro con aironi e teneri volatili dal capo arancione fosforescente.

Il francese anzi creolo, una lingua semplificata e popolare, lascia spazio all’aulico inglese delle colonie britanniche.

Il tramonto dal Nid d’Aigle.
Anse cocos

I sorrisi ed i bonjour sempre presenti sui visi generosi degli uomini, e la riservatezza delle donne che pregano la vergine maria.

Il sole ed il vento che volano alti nel cielo e che durante la giornata lasciano spazio a scroscianti lacrime.

E ancora le palme vigorose, con foglie che sembrano lame taglienti rivolte al sole, fanno verso alle ombre danzanti del fogliame, lungo la foresta di diefenbachie e croton.
Foglie variegate dalle tinte verde vivo, bianco puro, giallo sole, borgogna e rosso sangue.

Un’isola, due anime e tanta immensa bellezza.

QBQM

cercatore di bellezza, inguaribile ottimista e viaggiatore forsennato

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