Chiamate video? Si, grazie!

Una volta c’erano le convention, le riunioni, i podi e gli altari virtuali da cui i manager egoriferiti amavano sproloquiare per ore. Ho avuto la grande fortuna di lavorare negli eventi e per cinque anni ho assistito a presentazioni soporifere, al limite dell’allucinante, senza capo né coda, esibizioni che servivano semplicemente al relatore o per lavarsi la coscienza – ” io ve l’ho detto” – o per accarezzare il proprio ego sproporzionato e malato. Ho anche assistito a pubblici – quasi interi- addormentarsi non a causa dei bucatini all’amatriciana o la pasta cacio e pepe: la persona che esponeva non era interessante . Non a caso ho scritto “persona”: l’argomento è secondario, chi sa veramente ascoltare e poi comunicare è in grado di rendere “secsi” anche un tema ostico.

Poi di punto in bianco il mondo è cambiato: ora ci sono gli inviti sul calendario virtuale e le video chiamate. I primi hanno un enorme vantaggio: inizio e fine precisi; se ti trovi di fronte una persona che si perde nel particolare del dettaglio del particolare ad un certo punto lo interrompi e gli domandi: “Ok, dunque? Cosa decidiamo?” Aaaaah che meraviglia vederlo sgranare gli occhi e capire (se è minimamente intelligente) che ha sbrodolato e che ora una decisione la deve prendere. Le video chiamate invece hanno due aspetti positivi: primo l’interlocutore trasmette da casa sua e quindi hai la possibilità di conoscerlo un pò di più (anche coloro che usano un fondo finto si svelano, direi proprio per quello) e poi dimostrano tutta l’incapacità comunicativa perché non sei su un palco o su un podio da cui domini la situazione bensì allo stesso livello del tuo interlocutore.

Tutto questo si rivela un vero grattacapo, credo almeno per l’ottanta percento dei manager che ripeto sono irrimediabilmente ancorati alla lettura banale delle loro slide zeppe di dati, parole, cifre, immaginette anni ’70 e torte multicolor. Che mestizia…. Ricordo che una volta un mio cliente, presidente di un’ importante catena di retail in ambito cosmetico mi disse: ” Se leggi le diapositive è perché non hai nulla da dire”, ed è vero: esse devono essere un supporto, non un pilastro su cui pavoneggiarsi. Vi immaginate Enzo Tortora o Corrado con le slides? Non voglio dire che i manager debbano essere come loro, ma farsi qualche domanda in più sì …..

L’ efficacia comunicativa o ce l’hai o ne sei sprovvisto, poche storie. Puoi fare tutti i corsi del mondo, partecipare a tutti i simposi dell’universo ma se non possiedi innanzi tutto l’umiltà di ascoltare il tuo pubblico, percepire emotivamente il sentimento che in quel momento veleggia, guardare negli occhi i tuoi interlocutori, entrare garbatamente in contatto con loro, stimolare le sinapsi emotive con un sorriso, non potrai mai affascinarli.

Molti pensano “io sono il capo, anzi menagger, dunque bravo, ho delle cose da dire e gli altri le devono ascoltare”. Balle, balle ed ancora balle. Svegliati, anzi domandati “Mi ascolterei?” Uhm… forse no.

Anche in questo caso, le diverse forme di eleganza ( Ecco il mio articolo ) giocano un ruolo fondamentale.

L’ eleganza d’animo: come possiamo pensare che gli altri ci seguano se noi per primi non ascoltiamo e rispettiamo i loro bisogni (non posso star seduto ore a vedere te che leggi diapositive) oppure non ci apriamo verso gli altri (un sorriso cordiale e sentito è sufficiente per trasmettere positività).

L’ eleganza gestuale: il valore dell’accoglienza (far percepire la nostra predisposizione all’ascolto vero) attraverso uno sguardo: non siamo noi quelli importanti, al contrario è importante il pubblico, ovvero il nostro Ospite.

L’ eleganza intellettuale: capacità espositiva, ricerca del termine più appropriato, concetti chiari, puliti, utilizzo intelligente della nostra lingua. La vogliamo smettere di usare termini anglofoni per riempirci la bocca e mascherare la nostra profonda ignoranza ed incapacità comunicativa?

Siamo esseri umani ed abbiamo avuto un gran dono: la parola. Utilizziamola bene, con garbo ed attenzione si possono creare delle stupende catene comunicative: ecco, questo è bellezza.

Pubblicato da Maurizio Bramezza

Blogger & Happiness Coach

8 pensieri riguardo “Chiamate video? Si, grazie!

  1. Non posso che essere d’accordo con quanto hai scritto, anche perché insieme abbiamo provato a far capire queste cose ( molte volte senza successo..😉)

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